Articolo di Chicco Gallus su Epolis Roma - del 5 febbraio 2008 .
Gira la notizia che saranno messe in commercio sigarette più corte ma con la stessa quantità di nicotina.
Lo scopo sarebbe quello di andare incontro a quei fumatori che hanno poco tempo per uscir fuori a fumare, oppure che uscendo a fumare all’aperto sentono il freddo se la sigaretta dura troppo a lungo.
Immagino con quanta trepidazione nei laboratori delle multinazionali del tabacco si saranno applicati a questo problema. Avranno considerato ogni possibilità, fino alla sigaretta monoboccata, una singola tirata di nicotina pura?
Non sia mai che la fretta, o i brividi, o la scomodità della situazione possano indurre qualcuno a fumare solo mezza sigaretta normale, e a rischiare di diminuire l’assuefazione .
No, logico che si corra freneticamente ai ripari.
La dipendenza dei clienti va curata con ogni sforzo. Cosa accadrebbe se qualcuno, riduci oggi, riduci domani, scoprisse addirittura che non gliene importa più nulla, e ne può fare a meno?
Curiosa l’impressione che se ne ricava. Si direbbe che questi signori non puntino alla
soddisfazione dei clienti. Ma più che altro a dar loro la dose precisa, indispensabile per conservare la dipendenza. Non tanto da far danno troppo presto, non troppo poco che potrebbero smettere. Dicono che accorciano le sigarette, e le rendono più forti.
Curioso: è proprio quello che gli aguzzini fanno con le catene, quando qualcuno potrebbe liberarsi.
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