Lavoro domestico

In queste pagine riporto problemi incontrati o che si possono incontrare nell'assunzione di un collaboratore domestico. Riporto diritti/doveri del datore di lavoro e del lavoratore, il calcolo dei contributi, tredicesima, ferie etc. Quanto scritto è frutto di esperienze personali e di informazioni di pubblico dominio. La pubblicazione di queste pagine è dovuta principalmente per mia comodità.
Non posso e non voglio fornire in alcun modo, consulenza in materia di lavoro domestico. I dati riportati possono non essere aggiornati e per questo invito chiunque li legga di fare tutte le verifiche del caso prima di utilizzarli sotto la sua responsabilità. I collegamenti ai siti indicati in queste pagine sono di mio esclusivo interesse o istituzionali e la loro presenza non deve essere considerata come un invito ad utilizzarli per proprie decisioni. Declino ogni responsabilità dall'uso non corretto di quanto scritto in queste pagine.

www.inps.it
Simulazione calcolo contributi (solo Internet Explorer)

www.webcolf.com
www.stranieriinitalia.it

Moduli:
Comunicazione Obbligatoria Lavoro Domestico
Guida alla compilazione della modulistica per lavoro domestico

Assunzione

L’11 gennaio 2008 è entrato in vigore il decreto interministeriale che introduce la comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro.

Il datore di lavoro al momento dell’assunzione di un lavoratore italiano o straniero, in base alla nuove disposizioni introdotte dal Decreto Interministeriale 299/2007, dovrà inviare , anche via Fax, un’unica comunicazione obbligatoria al Centro per l’ Impiego competente sul proprio territorio.

Dall'1 dicembre 2008 per i datori di lavoro pubblici e privati (compresi i datori di lavoro domestico) il termine per inviare la comunicazione di assunzione scade alle ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto di lavoro.

La comunicazione obbligatoria può essere scaricate dal sito:www.lavoro.gov.it

Se non dovesse funzionare il sito , cercare con Google:
"comunicazione obbligatoria lavoro domestico"

Per ulteriori informazioni vedere a questa pagina:
CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO

Contratto di soggiorno

La nota del ministero del Lavoro n. 4773 del 28 novembre 2011 prevede che non si dovrà più sottoscrivere il contratto di soggiorno obbligatorio (Modello Q) per l'assunzione di colf e badanti extracomunitarie a partire già dal 15 novembre 2011.
Comunicazione INPS
http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3B0%3B&iMenu=1&iNodo=7081

Apri il messaggio 4773 del 28 novembre 2011 ministero lavoro

L'invio della comunicazione all'INPS, infatti, sostituisce la compilazione del modello Q, secondo la previsione della legge 02 / 2009.

Continua a rimanere obbligatoria la sola comunicazione entro 48 ore alla Questura (o all'autorità di pubblica sicurezza) per il datore di lavoro che fornisce l'alloggio allo straniero in caso di rapporto di convivenza.

Contratto di soggiorno:Dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

L'art. 5, comma 3 bis, del T.U. per l'Immigrazione, prevede la necessità per lo straniero di stipulare un contratto di soggiorno al fine di poter ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il contratto di soggiorno è stipulato tra il datore di lavoro e il lavoratore straniero.Il contratto di soggiorno può essere stipulato sia a tempo indeterminato che a tempo determinato; è necessario per tutti i tipi di rapporto di lavoro subordinato, anche a carattere stagionale e domestico.

Il contratto di soggiorno contiene, tra le altre cose, l'indicazione delle mansioni che il lavoratore dovrà svolgere, il livello di inquadramento, la retribuzione da corrispondere, il contratto collettivo di categoria di riferimento, nonché gli orari e la sede di lavoro.

Il contratto di soggiorno contiene, inoltre, l'impegno da parte del datore di lavoro a:

dichiarare la sussistenza di un alloggio per il lavoratore e che tale alloggio rientri nei parametri minimi previsti dalla legge per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica;
impegnarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza;
comunicare allo Sportello Unico ogni variazione del rapporto di lavoro con il cittadino straniero. L'omissione di tale comunicazione è punita con la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro, il cui accertamento e irrogazione è di competenza del Prefetto.

Il contratto di soggiorno compilato sull'apposito modello Q, va stipulato ogni volta che lo straniero muta attività lavorativa e va inviato al competente Sportello Unico per l'immigrazione con lettera raccomandata entro 5 giorni dall'inizio dell'attività lavorativa.

Lo Sportello Unico provvederà a restituire la ricevuta di ritorno timbrata ed acquisisce il contratto agli atti dell'Ufficio. Possono essere effettuati gli accertamenti del caso, a campione, così come stabilito dalla legge.

Il datore di lavoro deve consegnare copia del contratto di soggiorno, completa della copia della ricevuta postale, al lavoratore.

All'atto del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, il lavoratore nel presenta la relativa istanza alla Questura deve esibire la ricevuta di ritorno della suddetta raccomandata, debitamente timbrata dallo Sportello. La sussistenza di un contratto di soggiorno è infatti una delle condizioni necessarie per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Nota: non è necessaria la stipulazione del contratto di soggiorno per i cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiono CE per soggiornanti per lungo periodo o di un titolo di soggiorno rilasciato per un altro motivo che abiliti all'attività lavorativa (es. permesso di soggiorno per motivi familiari, di studio, umanitari, asilo politico). In questi ultimi casi il contratto di soggiorno dovrà essere stipulato solo al momento dell'eventuale conversione del titolo posseduto in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.

Livelli di inquadramento

Inquadramento dei lavoratori
Il lavoro domestico è inquadrato secondo quattro quattro livelli, a ciascuno dei quali corrispondono due parametri retributivi, il superiore dei quali è definito “super”:

Retribuzione oraria effettiva

L’importo dei contributi da versare è commisurato alla retribuzione oraria effettiva percepita dal lavoratore domestico.
Gli elementi che compongono la retribuzione oraria effettiva sono:

La selezione della fascia contributiva deve quindi essere fatta in base alla retribuzione oraria effettiva e non alla retribuzione oraria di base convenuta tra le parti.

  1. Se il lavoratore mangia e dorme presso il datore di lavoro, va calcolato anche il valore convenzionale del vitto (pranzo e cena) e dell'alloggio (o anche di uno solo di questi elementi). Il valore convenzionale giornaliero di vitto e alloggio è desumibile da tabelle emanate dal Ministero del Lavoro.
  2. Si tenga presente che il lavoratore (convivente o non convivente) che effettua almeno 6 ore giornaliere, ha diritto ad un pasto giornaliero: i lavoratori conviventi hanno diritto a vitto e alloggio; ai lavoratori conviventi (studenti) (25 ore di lavoro settimanale) è dovuto il solo vitto, non spetta l'indennità di alloggio.

Il calcolo della retribuzione oraria effettiva è data dalla somma di:

LAVORATORE NON CONVIVENTE:
paga base concordata tra le parti: (Esempio 7€)
quota oraria tredicesima 7/ 12 = 0.583 (arrotondato per eccesso alla 3^ cifra decimale)
Retribuzione oraria effettiva da indicare sul bollettino: 7,00 +0.583 = € 7,58

In questo caso la paga oraria effettiva, rispetto alle tabelle 2011, cade nella seconda fascia
(paga >= € 7,34 e <= € 8,95) con:
- contributo a carico del datore di lavoro € 1,18 (parte deducibile dalle tasse)
- contributo a carico del lavoratore € 0,37
- totale contributo € 1,55

LAVORATORE CONVIVENTE:
Ipotesi di un contratto di 30 ore a settimana in 6 giorni lavorativi con indennità di vitto e alloggio
Retribuzione (paga) oraria base concordata tra le parti: (Esempio 6,5€)
Indennità di vitto e alloggio 2011 = € 5,02 al giorno (vedi tabelle ministeriali)
Quota oraria di indennità di vitto e alloggio: € 5,02 x 6 / 30 ore = € 1,004
Quota oraria tredicesima (6,5+1,004) /12 = 0.625 (arrotondato per eccesso alla 3^ cifra decimale)
Retribuzione (paga) oraria effettiva da indicare sul bollettino: 6,5 + 1,004 + 0.625 = € 8,129 = 8,13

In questo caso la paga oraria effettiva, rispetto alle tabelle 2011, cade ancora nella seconda fascia
ma essendo il numero di ore superiore a 24 i contributi da pagare saranno
- contributo a carico del datore di lavoro € 0,76 (parte deducibile dalle tasse)
- contributo a carico del lavoratore € 0,24
- totale contributo € 1,00

Rilascio CUD

il datore di lavoro privato non rientra tra i soggetti obbligati agli adempimenti dei sostituti d`imposta, in particolare all'effettuazione di ritenute e al rilascio di modelli fiscali come ad esempio il CUD.
D'altrode per Art. 32 CCNL dice che :
" Il datore di lavoro, a richiesta del lavoratore, è tenuto a rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l'ammontare complessivo delle somme erogate nell'anno. "

Deduzione contributi

Deduzione : I contributi versati all' INPS nel corso dell'anno passato possono essere dedotti dall'imponibile (la deduzione deve avvenire per la quota al netto dei contributi trattenuti al lavoratore ) ed alleggerire così il carico delle imposte da pagare.
Attenzione però: i contributi deducibili sono quelli effettivamente pagati nel corso dell'anno fiscale e quindi
ad esempio per la dichiarazione presentata nel 2010 per l'anno 2009 i contributi da portare in deduzione sono:

4° trimestre 2008 - pagati entro il 10 gennaio 2009
1° trimestre 2009 - pagati entro il 10 aprile 2009
2° trimestre 2009 - pagati entro il 10 luglio 2009
3° trimestre 2009 - pagati entro il 10 ottobre 2009

Tabelle contributi

Il contributo è determinato in base alla retribuzione effettiva* e all'orario di lavoro: I contributi si pagano per trimestri solari entro i seguenti termini:
dal 1° al 10 aprile I trimestre
dal 1° al 10 luglio II trimestre
dal 1° al 10 ottobre III trimestre
dal 1° al 10 gennaio IV trimestre
Il pagamento dei contributi non può essere fatto né prima né dopo i termini indicati sopra. Se l'ultimo giorno utile per il versamento coincide con la domenica o con una festività, è prorogato al giorno successivo non festivo. Il versamento tardivo o parziale comporta per legge l'applicazione di sanzioni pecuniarie da parte dell'Inps.

Anno 2011

Retribuzione oraria effettivaContributi con a.f.Contributi senza a.f.**
Rapporti di lavoro di durata inferiore alle 24 ore settimanali
<= € 7,341,36 (0,33)1,37 (0,33)
> € 7,34 <= € 8,951,54 (0,37)1,55 (0,37)
> €8,951,88 (0,45)1,89 (0,45)
Rapporto di lavoro di durata superiore alle 24 ore settimanali
indifferente0,99 (0,24)1,00 (0,24)


Tipo vitto/alloggioIndennità giornaliera
pranzo e/o colazione1,75
cena1,75
alloggio1,52
Totale5,02


*Ia retribuzione effettiva è data dalla somma della paga base+quota tredicesima+vitto e alloggio. Con questo valore viene individuata la fascia dei contributi
**Il contributo senza la quota a.f. (assegni familiari) è dovuto quando il lavoratore è coniuge del datore di lavoro o è parente o affine entro il terzo grado e convive con il datore di lavoro.

Anno 2010

Retribuzione oraria effettivaContributi con a.f.Contributi senza a.f.**
Rapporti di lavoro di durata inferiore alle 24 ore settimanali
<= € 7,221,34 (0,32)1,34 (0,32)
> € 7,22 <= € 8,811,51 (0,36)1,51 (0,36)
> €8,811,85 (0,44)1,85 (0,44)
Rapporto di lavoro di durata superiore alle 24 ore settimanali
indifferente0,98 (0,23)0,97 (0,23)


Tipo vitto/alloggioIndennità giornaliera
pranzo e/o colazione1,72
cena1,72
alloggio1,49
Totale4,93


*Ia retribuzione effettiva è data dalla somma della paga base+quota tredicesima+vitto e alloggio. Con questo valore viene individuata la fascia dei contributi
**Il contributo senza la quota a.f. (assegni familiari) è dovuto quando il lavoratore è coniuge del datore di lavoro o è parente o affine entro il terzo grado e convive con il datore di lavoro.

Anno 2009

Retribuzione oraria effettivaContributi con a.f.Contributi senza a.f.**
Rapporti di lavoro di durata inferiore alle 24 ore settimanali
<= € 7,171,33 (0,32)1,33 (0,32)
> € 7,17 <= € 8,751,50 (0,36)1,50 (0,36)
> €8,751,83 (0,44)1,83 (0,44)
Rapporto di lavoro di durata superiore alle 24 ore settimanali
indifferente0,97 (0,23)0,96 (0,23)


Tipo vitto/alloggioIndennità giornaliera
pranzo e/o colazione1,709
cena1,709
alloggio1,478
Totale4,896


*Ia retribuzione effettiva è data dalla somma della paga base+quota tredicesima+vitto e alloggio. Con questo valore viene individuata la fascia dei contributi
**Il contributo senza la quota a.f. (assegni familiari) è dovuto quando il lavoratore è coniuge del datore di lavoro o è parente o affine entro il terzo grado e convive con il datore di lavoro.

Anno 2008

Retribuzione oraria effettivaContributi con a.f.Contributi senza a.f.**
Rapporti di lavoro di durata inferiore alle 24 ore settimanali
<= € 6,951,29 (0,31)1,25 (0,31)
> € 6,95 <= € 8,481,46 (0,35)1,42 (0,35)
> €8,481,78 (0,43)1,73 (0,43)
Rapporto di lavoro di durata superiore alle 24 ore settimanali
indifferente0,94 (0,22)0,91 (0,22)


Tipo vitto/alloggioIndennità giornaliera
pranzo e/o colazione1,666
cena1,666
alloggio1,441
Totale4,773


*Ia retribuzione effettiva è data dalla somma della paga base+quota tredicesima+vitto e alloggio. Con questo valore viene individuata la fascia dei contributi
**Il contributo senza la quota a.f. (assegni familiari) è dovuto quando il lavoratore è coniuge del datore di lavoro o è parente o affine entro il terzo grado e convive con il datore di lavoro.

Detrazione fiscale

Il datore di lavoro che versa regolarmente all’Inps i contributi per colf o assistenti familiari può usufruire di agevolazioni fiscali relative ai contributi versati.
La quota deducibile è quella a carico del datore di lavoro. Dall'importo pagato va quindi detratta la quota a carico della lavoratrice, anche se la maggior parte delle famiglie di fatto non la trattiene sulla busta paga.

Colf:
Il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito, per un importo massimo di 1.549,37 euro l’anno, i contributi previdenziali obbligatori versati per la colf.
A tal fine è tenuto a conservare le ricevute dei bollettini Inps.
L’importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati.

Assistente familiare:
Il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, per un importo massimo di 2.100 euro l’anno. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa.
Per poter usufruire di questa agevolazione sono necessari:
il certificato medico, rilasciato da un medico specialista o generico, che attesti la condizione di non autosufficienza, da esibire a richiesta dell’amministrazione finanziaria;
le ricevute delle retribuzioni erogate, firmate dall’ assistente familiare.
Si può usufruire di tale detrazione se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.
La deduzione fiscale per la colf si può sommare alla detrazione prevista per l’
assistente familiare, e viceversa.
Attualmente sono in vigore le agevolazioni fiscali sopra descritte. In vista della dichiarazione dei redditi del 2008 per l'anno 2007 sono previsti probabili adattamenti alla luce dei nuovi profili professionali del CCNL dei lavoratori domestici.

Ferie - 1 Luglio 2013

i giorni di ferie sono pagati in base a 1/6 della retribuzione settimanale. Tenere presente che la legge vieta il pagamento delle ferie senza che esse siano godute. La legge sanziona severamente chi non fa godere le ferie, o almeno, le 4 settimane di ferie obbligatorie per tutti i dipendenti. Il D. L.vo n. 213/2004, ha introdotto specifiche sanzioni amministrative per i comportamenti omissivi del datore di lavoro: esse vanno da 130 a 780 euro per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisce la violazione.

Le ferie possono essere pagate soltanto alla cessazione del rapporto di lavoro per la parte ancora non goduta.

Con il rinnovo del contratto nazionale vigente dalla data del 01 Luglio 2013 importanti precisazioni sono state fatte in merito al valore del godimento delle ferie.
A partire dal 01-07-2013 l'art. 17 precisa quanto segue:
Il diritto del lavoratore di godere ogni anno delle Ferie, rimane fermo a 26 giorni lavorativi. indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro.
E questa che scriviamo qui di seguito è la novità:
ai lavoratori retribuiti ad ore deve essere corrisposta, per ogni giorno di ferie
godute, una retribuzione ragguagliata ad 1/6 dell’orario settimanale;
ai fini del computo delle ferie, la settimana lavorativa (indipendentemente dalla
distribuzione dell’orario di lavoro settimanale) è comunque considerata di sei giorni
lavorativi, dal lunedì al sabato;

Primo esempio: se un dipendente ha concordato 1 giorno a settimana di lavoro, ogni volta che gode di 1 giorno è come se usufruisse di 6 giorni. Per questo tipo di orario, ogni giorno di FERIE vale 6 giorni

Secondo esempio: Se il dipendente ha concordato TRE giorni di lavoro a settimana, ogni suo giorno di ferie usufruite vale DUE giorni. infatti godendo dei TRE giorni di lavoro si rispetta il lavoro della settimana che vale 6 giorni indipendentemente dall'orario di lavoro.

La formula applicata è quindi la seguente:
- valore fisso della settimana 6
diviso
- numero dei giorni concordati di lavoro nella settimana 3
- Risultato: valore di 1 giorno di ferie usufruite = 2 (6:3=2)

Non è previsto un pagamento ad ORE, ma un pagamento giornaliero.
Infine se la colf è convivente e riceve vitto e alloggio dalla famiglia, nel calcolo dell’importo da corrispondere durante il periodo di ferie dovranno essere incluse le indennità di vitto e alloggio.

Ferie

Il lavoratore, secondo il CCNL, ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, indipendentemente dalla durata dell'orario (a ore, a tempo pieno, con o senza convivenza). Il periodo di ferie può essere usufruito, salvo diverso accordo tra le parti, nel periodo tra Giugno e Settembre. Il lavoratore che è assunto da meno di 12 mesi spettano tanti dodicesimi di 26 per quanti sono i mesi lavorati (si considera mese intero la frazione pari o superiore a 15 giorni di calendario).
Esempio dopo 6 mesi di servizio spettano (26 / 12) x 6 = 13 giorni di ferie

Calcolo del numero di ore da retribuire per ogni giorno di ferie maturato
Lavoratore ad ore:
Ho trovato due metodi differenti per il calcolo delle ferie:

I° METODO (media delle ore lavorate in un mese)
Vedi articolo in http://www.webcolf.com
Nel caso di lavoratori pagati ad ore, per ottenere il numero di ore pari a un giorno di ferie occorre fare riferimento al numero di ore medie lavorate in un mese e dividerle per 26. Questo importo dovrà essere moltiplicato per la retribuzione oraria di base (non quella effettiva) convenuta per determinare la retribuzione di ogni giorno di ferie.

Il numero di ore da pagare per ogni giorno di ferie maturato è dato da:
numero_ore = numero_ore_settimana x 52 / 12 / 26

Esempio:
numero di ore lavorate a settimana 15
numero_ore_per_ogni giorno_di _ferie = 15 x 52 / 12 / 26 = 2.5 ore
Quindi per ogni giorno di ferie al lavoratore spettano 2.5 ore pagate

Valore delle ferie:
Se la retribuzione oraria di base è di 8.00 € allora ogni giorno di ferie il lavoratore percepisce
2.5 x 8 = 20 €
Per i 26 giorni di ferie il lavoratore percepisce 26 x 20 = 520 €
e se il lavoratore fosse stato assunto da 6 mesi 26 x 20 x 6\12 = 310 €

II° METODO (ore lavorate nel mese precedente)
Vedi articoli in:http://www.inps.it, http://www.stranieriinitalia.it

Nel caso di lavoratori pagati ad ore, per ottenere il numero di ore pari a un giorno di ferie occorre fare riferimento al numero di ore effettuate nel mese precedente e dividerle per 26. Questo importo dovrà essere moltiplicato per la retribuzione oraria convenuta per determinare la retribuzione di ogni giorno di ferie.
La formula per calcolare il numero di ore da pagare per ogni giorno di ferie è:
Il numero di ore da pagare per ogni giorno di ferie maturato è dato da:
numero_ore_mese_precedente / 26

Esempio:
Nel mese precedente le ferie, sono state lavorate 15x4 = 60 ore (15 ore settimana x 4 settimane)
Quindi il numero di ore da retribuire è dato da:
60 / 26 = 2.3076
Se la paga oraria è di 8.00 € allora per ogni giorno di ferie il lavoratore deve percepire:
2.3076 x 8 = 18.46 €
Per i 26 giorni di ferie il lavoratore percepisce 26 x 18.46=479.98 €
e se il lavoratore fosse stato assunto da 6 mesi 26 x 18.46 x 6\12 = 239.99 €

Quindi i due metodi portano ad un risultato leggermente differente.

Si devono pagare i contributi?
Durante il periodo di ferie il datore di lavoro è tenuto, altresì, al versamento dei contributi, con le solite modalità. Infatti le giornate di ferie, ai fini del pagamento dei contributi, sono considerate come se il lavoratore fosse stato presente.

E se la colf continua a lavorare nonostante le ferie?
Se durante il mese di ferie la colf continua ugualmente a lavorare per la famiglia che, non potendo chiudere casa per andare in vacanza, continua ad avere bisogno dell'aiuto domestico, scatta l'obbligo di pagare due stipendi: uno per il lavoro svolto, il secondo a titolo di indennità sostitutiva delle ferie non godute. Unico vantaggio: i contributi Inps continuano a essere chiesti sul solo stipendio e quindi non raddoppiano

Tredicesima

Retribuzione ad ore
Il calcolo della 13^ mensilità nel caso di lavoro ad ore è calcolato nel seguente modo:
retribuzione_oraria x ( numero_ore_settimana x 52 / 12) x mesi_lavorati / 12
Esempio:
mesi_lavorati = 6 mesi lavorati nell'anno
ore settimana = 15
retribuzione = 8 € /ora
tredicesima = 8 x (15 X 52 / 12) x 6 / 12 = 260 €
Avendo lavorato per sei mesi il lavoratore percepisce metà della tredicesima.

Retribuzione fissa mensile
Il calcolo della 13^ mensilità nel caso di lavoro con mensilità fissa è pari a:
retribuzione_mensile x mesi_lavorati / 12
Esempio:
mesi_lavorati = 6 mesi lavorati nell'anno
retribuzione = 600 € /mese
Per un lavoratore che ha lavorato dal 1 aprile al 31 dicembre con una retribuzione mensile di 600€ il tredicesima = 600 x 6 / 12 = 300 €

Vitto e alloggio
Nel calcolo della tredicesima per la colf convivente andrà incluso anche il valore del vitto e dell’alloggio, o uno o due pasti se , non convivente.
Il valore del vitto e’ pari a 1.531 euro per ciascun pasto, mentre il valore dell’alloggio è pari a 1.325 euro
( il valore totale mensile da aggiungere per convivente è pari a 4.837 x 26 = 114 euro.)

Cessazione del rapporto di lavoro

In caso di cessazione del rapporto di lavoro devono essere versati anche i contributi relativi a ferie maturate ma non fruite ed al preavviso. Il versamento dei contributi deve essere effettuato entro i 10 giorni successivi alla data di cessazione, tenendo comunque conto delle settimane che devono essere retribuite e contribuite, anche se non corrispondono all’attività lavorativa.
Il versamento eseguito in ritardo comporta l’applicazione di sanzioni da parte dell’INPS.

Liquidazione - TFR

Queste informazioni sono state prese dal sito www.inps.it e che per mia e vostra comodità riporto qui.

Per il calcolo rivalutato del TFR fare riferimento al sito inps.

Liquidazione da accantonare a fine anno.
liquidazione = retribuzione annuale / 13.5
La retribuzione annuale comprende: retribuzioi mensili + ferie + tredicesima percepite dal lavoratore durante l'anno.

Dimissioni/Licenziamento

Il rapporto di lavoro può cessare per libera volontà del lavoratore e del datore di lavoro, a condizione che si dia regolare preavviso all'altra parte.
In caso di licenziamento, per il rapporto di lavoro con impegno superiore a 24 ore settimanali il preavviso dovrà essere:

* 15 giorni di calendario, fino a cinque anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro;
* 30 giorni di calendario, oltre i cinque anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro.

Per il rapporto di lavoro con impegno fino a 24 ore settimanali il preavviso dovrà essere:

* 8 giorni di calendario, fino a due anni di anzianità;
* 15 giorni di calendario, oltre i due anni di anzianità.

Tali termini sono ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.
In caso di mancato preavviso da parte del datore di lavoro è dovuta al lavoratore un’indennità pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso spettante.
In caso di dimissioni invece, al lavoratore che non effettua la prestazione nel periodo di preavviso viene trattenuta dalla liquidazione l’importo che gli sarebbe spettato in tale periodo.

Comunicazioni Obbligatorie (CO) al Centro per l’impiego

Dimissioni volontarie del lavoratore

Il lavoratore non può più produrre una generica lettera di dimissioni in bianco al datore di lavoro ma deve comunicare al Centro per l’impiego le proprie dimissioni utilizzando la procedura on-line “Mdv” del Ministero del lavoro (http://www.mdv.lavoro.gov.it/), che gli consente di compilare e inviare on-line il modulo previsto per le dimissioni. Il lavoratore può accedere alla procedura autonomamente, collegandosi con un PC in rete e registrandosi sul sito del Ministero oppure può chiedere l’assistenza di operatori dei Centri per l’impiego o delle Direzioni Provinciali del lavoro o degli Uffici comunali. In ogni caso, occorre munirsi di un documento di identità e dei codici fiscale e lavorativo per la compilazione on-line dell’apposito modulo. Se il lavoratore utilizza la procedura autonomamente, una volta effettuata la compilazione e l’invio telematico del modulo di dimissioni, la procedura Mdv rilascia il modulo validato, che il lavoratore potrà stampare e consegnare al datore di lavoro entro 15 giorni.
Se invece il lavoratore chiede l’assistenza degli uffici precedentemente indicati, sarà l’operatore dell’Ufficio a compilare il modulo on-line con i suoi dati, a inviarlo e stamparlo validato, apponendovi la data e consegnandolo all’interessato, che dovrà presentarlo al datore di lavoro entro i termini già indicati.

Licenziamento da parte del datore

Il datore di lavoro è tenuto a comunicare entro 5 giorni al Centro per l’impiego la cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, registrandosi sul sito del Ministero del lavoro e utilizzando la procedura on-line per le Comunicazioni Obbligatorie per compilare e inviare il modulo per la Cessazione (http://www.lavoro.gov.it/co).

Attenzione: Per il datore di lavoro è obbligatorio indicare la data di cessazione del rapporto di lavoro nel bollettino di pagamento dei contributi, in quanto il versamento deve essere effettuato entro 10 giorni dalla fine del rapporto di lavoro.

Accantonamento liquidazione
Al 31 dicembre di ogni anno la somma complessivamente accantonata al 31/12 dell’anno precedente, viene rivalutata (comma 4° articolo 2120 del codice civile) mediante un meccanismo di indicizzazione a base composta, costituito da due componenti: un tasso a misura fissa dell’1,50% ed un tasso a misura variabile pari al 75,00% dell' aumento (rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente) dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati al netto dei tabacchi (noto come Indice F.O.I senza tabacchi), accertato dall'ISTAT.

In caso di erogazione del TFR in corso d’anno (per liquidazione o anticipazione), l’indice da considerare è quello relativo al mese precedente (per le liquidazioni intervenute entro il 14 del mese) o del mese in corso (per le liquidazioni intervenute dopo il 14 del mese).
In questo caso il tasso dell’1,50% è considerato pro quota in dodicesimi.
E' opportuno ribadire che la rivalutazione monetaria del TFR viene fatta al 31/12 di ogni anno limitatamente alle quote calcolate negli anni precedenti, con esclusione quindi delle quote maturate nell'ultimo anno, i cui effetti inflazionistici acquistano rilevanza al 31/12 dell'anno successivo a quello di maturazione (es.: al 31/12/97 matura la quota dell'anno 1997, e contestualmente vengono rivalutate le quote maturate fino al 31/12/96; al 31/12/98 matura la quota dell'anno 1998 e vengono rivalutate le quote precedentemente accantonate compresa quella maturata al 31/12/97).

Pagare i contributi nel 2009

Per il 2009 i trimestri in cui contare le ore lavorate sono i seguenti:
Trimestredal giornodal giorno
28 dicembre 200828 marzo 2009
II°29 marzo 200927 giugno 2009
III°28 giugno 200926 settembre 2009
IV°27 settembre 200926 dicembre 2009